Minacce e status

Minacce e status

A livello mondiale la testuggine palustre europea è considerata dall’IUCN una specie a basso rischio, ma prossima alla classificazione come specie minacciata. In Europa è considerata vulnerabile, ma in diversi stati è classificata come specie in pericolo (ad es.Italia, Austria, Repubblica Ceca, Germania, Polonia) oppure in declino (Francia, Ungheria, Italia, Portogallo, Spagna).

In Italia, nel corso del XX secolo la crescente urbanizzazione, la bonifica di vaste zone umide ed il progressivo degrado ambientale hanno portato all’estinzione di numerose popolazioni: per questo attualmente la specie appare localizzata nella maggior parte delle regioni.
Nella Pianura Padana la possibilità di incontrarla diminuisce drammaticamente spostandosi da est verso ovest; risulta tuttavia ancora abbastanza comune in Friuli, nel Veneto e nella Romagna. Non esistono segnalazioni per ciò che riguarda le Province di Trento, Bolzano e la Valle d’Aosta. In Piemonte la presenza di Emys orbicularis sembra circoscritta ad una fascia più o meno ampia di territorio pianeggiante lungo il Po e ad una porzione di territorio rivierasco lungo il Lago Maggiore. In Lombardia si trova nel basso corso del Ticino, nel medio Adda ed è assente in quasi tutta la parte lombarda del Po. Discrete popolazioni sopravvivono nel delta del Po e nella laguna di Venezia; a sud del Po si trovano altre popolazioni nel Ravennate e nel Bolognese.
Nel Centro e Sud Italia è distribuita soprattutto lungo le aree fluviali e palustri, sia costiere, sia interne; le regioni in cui è più comune sono la Toscana ed il Lazio. Si hanno pochi dati sulla situazione in Puglia, Basilicata e Sardegna, mentre le popolazioni di Campania, Abruzzo, Calabria e Sicilia sono localizzate e minacciate.

Nel “Piano d’azione per la Testuggine Palustre Ingauna”, redatto da Salvidio et al. nel 2005, la testuggine palustre europea è considerata in pericolo critico di estinzione in Liguria. L’unica popolazione della regione - presente nella Piana di Albenga ed ascritta nel 2004 ad una nuova sottospecie denominata Emys orbicularis ingauna Jesu et al., 2004 – è rappresentata da pochi nuclei, dispersi in un piccolo areale caratterizzato da una notevole frammentazione degli habitat.

Le minacce che la popolazione del ponente ligure si trova ad affrontare sono le stesse riscontrate per le altre popolazioni italiane, rese più incisive dal ridottissimo contingente numerico. Il pericolo più grave è rappresentato certamente dall’eliminazione degli habitat naturali, quali stagni in alveo fluviale e letti di torrenti a lento corso in aree planiziali: la distruzione di questi ambienti veniva attuata sistematicamente almeno fino agli anni’80, ma è molto più improbabile che si verifichi adesso, considerato che la maggior parte degli habitat sono stati inseriti in aree protette.

La captazione delle acque di superficie e di quelle di falda rappresenta un’ulteriore minaccia, in quanto può causare l’abbassamento della falda freatica e, conseguentemente, il disseccamento di zone umide importanti per la sopravvivenza della specie.

Lunghi tratti di torrenti a lento corso, una volta importanti aree trofiche per le testuggini palustri, sono stati distrutti da interventi di rettificazione attuati attraverso la cementificazione delle sponde. Altri interventi in alveo particolarmente distruttivi consistono nella “pulizia” del letto fluviale con ruspe ed altri mezzi meccanizzati, responsabili della distruzione della vegetazione riparia e della morte di numerosissimi esemplari di testuggini.

L’uso di pesticidi e fitofarmaci nelle aree agricole attigue alle zone umide causa l’accumulo di molecole estremamente tossiche negli ultimi anelli delle catene alimentari che caratterizzano questi ambienti ad alto grado di diversità biologica: le specie più vulnerabili risultano quindi quelle che rappresentano i “grandi predatori” di questi ambienti, fra cui le testuggini palustri.

Il pascolo eccessivo nelle zone confinanti con gli habitat delle testuggini palustri può provocare la distruzione delle aree di deposizione delle uova e l’alterazione della vegetazione delle sponde, oltre ad accelerare il processo di interramento degli stagni a causa della crescita abnorme della vegetazione acquatica conseguente all’eutrofizzazione delle acque.

La pesca amatoriale e sportiva può essere responsabile di un aumento significativo della mortalità delle testuggini per l’ingestione di ami ed è spesso accompagnata dalla predazione, attuata da cani al seguito dell’uomo, sui nidi e su eventuali testuggini sorprese a terra.

Non vanno sottovalutati, inoltre, i rischi connessi con l’introduzione di specie alloctone che possono entrare in competizione con le testuggini palustri ed intaccare pesantemente le risorse trofiche (testuggini acquatiche americane, pesci), oppure di altre che causano profonde alterazioni degli ecosistemi (nutrie, gamberi della Louisiana).